Campo pratica golf. Praticare tanto o praticare bene? Meglio tanto e bene…

campo pratica golf ragazza che si allena

Da assiduo frequentatore del campo pratica golf devo dire che ne vedo di tutti i colori. Dal tizio (quasi) in giacca cravatta che appena ha 5 minuti tra una riunione e l’altra passa al campo a tirare un po’ di palle, alla signora con la divisa della squadra di pitch & putt, dall’appassionato che prima di cominciare sistema il tracker portatile a quello che con un ferro 8 passa un’ora a tirare palle… Raramente però vedo principianti che sviluppano una routine precisa d’allenamento. Peccato… perché una routine di questo tipo accorcia di parecchio i tempi di apprendimento.

A proposito di routine di allenamento… Se hai una mezz’ora di tempo ti consiglio di guardare questo video di B2G. Al di là della simpatia i contenuti, al solito, sono veramente interessanti.

Se invece non hai tutto questo tempo ti suggerisco, molto modestamente, di leggere come io gestisco la mia routine di allenamento.

Al solito: non sono un pro. Quindi leggila tenendo conto di questo.
Tuttavia sappi che per me funziona.

La mia routine di allenamento in campo pratica

Le mie routine di allenamento sono semplici. Al di là del putter ne ho tre:

Ma la prima che ho sviluppato, cioè quando ero veramente all’inizio, è stata quella dei ferri.

I miei ferri vanno dal 5 al 9. Sotto il ferro 5 uso un ibrido 4. Altri ferri lunghi (tipo 4 e 3 non li uso perché proprio non sono capace di far volare la palla con dei loft così poco accentuati).

Ecco che la mia routine di allenamento con i ferri si distribuisce su 5 bastoni: in pratica 5 ferri sui quali distribuisco 120 palline da fare in un’oretta circa di pratica.

Le 100 palle le divido in due gruppi: un gruppo da 100, da destinare in egual misura ai 5 ferri. Un gruppo da 20 da destinare a quelle che io chiamo “palle di riconciliazione”. Vediamo che significa.

In teoria ho a disposizione 20 palle a testa per ferro.

Dopo una decina di minuti di riscaldamento (senza riscaldarmi bene mi rompo…) comincio a tirare 10 palle col ferro 9. Finite le 10 palle del ferro 9 passo al ferro 8 e vado avanti così fino ad arrivare al ferro 5.

Terminate le 10 palle assegnate al ferro 5 mi fermo qualche minuto, faccio quattro chiacchiere e poi ricomincio con altre 10 palle col ferro 5. A seguire il ferro 6, poi il 7, l’8 e chiudo col 9. Insomma, 50 palle: 10 per bastone dal 9 a 5 e poi altre 50, 10 per ferro, dal 5 al 9.

Campo pratica nel golf: quale obiettivo di allenamento?

In campo pratica golf l’obiettivo è duplice: distanza e precisione.
Se, ad esempio, con un ferro 8 la distanza media che dovrei raggiungere è di 100 metri il mio obiettivo di distanza diventa quello di fare 10 colpi di fila ad una distanza di almeno 90 metri. Quindi la distanza da “manuale” con una tolleranza del 10% circa.

E poi la precisione: all’inizio, lo so, tutti avevamo l’obiettivo del “somewhere in the middle”, da qualche parte la in mezzo. Andando avanti vedrai che diventerà sempre più importante cercare di mettere la palla esattamente là dove vuoi. Ecco che anche in campo pratica bisogna allenarsi a cercare di dare la traiettoria desiderata alla palla per farla arrivare non più là nel mezzo ma (più o meno) esattamente li.

In teoria è semplice. In pratica no. Ecco che entra in gioco il secondo gruppo di palle. Quelle che io chiamo di “riconciliazione”.

Immagina di avere in mano un ferro 7 e – immagina – che, al posto di tirare le palle dritte, inizi a mandarle tutte a destra. Oppure al posto di prenderle in pieno sullo sweet spot inizi a fare una serie di top o di flappe.

Quando sei in campo pratica golf intestardirsi e continuare con quel ferro peggiorerà solo le cose.
Se la palla ti parte storta o se la colpisci male è evidente che c’è un errore. E, se stai facendo un errore, è probabile che se non lo sistemi l’errore continuerà a perpetrarsi facendoti sentire sempre più frustrato.

Bisogna riconciliarsi col gioco del golf.

E il modo migliore per farlo è prendere dalla sacca il pitch (cioè il “ferro” più semplice che hai in sacca), tirare un paio di palle del gruppo da 20.
Controllare che tutti i movimenti siano sincronizzati e – una volta che ti sarai riconciliato – ricominciare la serie proseguendo col ferro che avevi in mano prima.

Vedrai che psicologicamente ti sentirai più confident, la fiducia aumenterà e l’allenamento risulterà molto più efficace.

Qualcuno obietterà che 20 palle di riconciliazione sono troppo poche.
Vero. Infatti, le mie palle di riconciliazione, adesso, sono 20. Ma quando ho iniziato ad applicare questa routine erano una cinquantina. Man mano, con pazienza, costanza e dedizione, le palle di riconciliazione sono diminuite, la fiducia è aumentata e con essa la precisione.
Diciamo che l’obiettivo cui tendere in campo pratica golf è non avere palle di riconciliazione.

Obiettivo, tuttavia, che probabilmente nemmeno i professionisti del tour raggiungono.
Anche se, come è ovvio, cambia il concetto di errore. Per me un colpo eccezionale è un colpo che da 100 metri entra in un cerchio di circa 2 metri di diametro dal mio obiettivo. Davanti ad un colpo del genere non ci sarebbe nessun bisogno di riconciliarmi col golf, piuttosto ci sarebbe da brindare. Per un giocatore del tour questo sarebbe un colpo mediocre. E, probabilmente, bisognoso di essere riconciliato.

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