golfista che esegue lo swing sul fairway con un legno

Nel tempo lo swing cambia. Nel senso che man mano che si progredisce nello sport ci si accorge che alcuni movimenti è meglio farli e altri, assecondando il proprio fisico, è meglio lasciarli perdere. Oggi voglio metterti a parte di due movimenti con i quali mi sto trovando veramente molto bene. Da principiante a principiante…

Dello swing abbiamo già parlato tanto. E il nostro è solo uno dei milioni di siti che parlano di swing. Ma allora perché intestardirsi e affrontare, una volta di più, questo tema? Semplice perché se non mi scrivo le cose me le dimentico e quindi questo appunto lo avrei scritto comunque. Ma dato che poi sono certo di perderlo nel marasma della mia scrivania e del mio virtual drive ho deciso di pubblicarlo sul blog in modo tale da averlo sempre a portata di mano. E poi … se questo “segreto” è utile a me magari lo sarà anche per te…

Non so se ti capita ma quando ti metti sulla palla, soprattutto in campo, sembra che tutto quello che hai faticosamente imparato in campo pratica vada a farsi benedire. Beh… a me succede. Al punto che prima di iniziare un giro mi rileggo gli appunti che mi sono preso. E uno degli appunti che rileggo con maggiore frequenza è proprio questo: il GAPS. O la sua variante (per i legni) che io chiamo GPS.

No, non si tratta di satelliti e di posizioni in tempo reale. GAPS è l’acronimo che uso per indicare 4 cose essenziali da fare durante lo swing. Gira, Appoggia, Piega, Spingi. Oppure, quando ho in mano un legno, Gira, Appoggia, Spingi.

il fairway di un campo da golf dove fare lo swing con i legni

Lo swing con i legni

Mi spiego meglio. E lo faccio partendo dai legni.

Gira

Gira. E’ il classico movimento del backswing. Ho preso posizione sulla palla, ho deciso che ampiezza dare alla posizione dei piedi, mi sono addressato secondo manuale e devo iniziare il movimento di salita. Sai che c’è? Che lo faccio… Senza particolari variazioni rispetto al manuale.

Ad eccezione di un errore che non faccio più. Si perché dato che girarsi a 56 anni e rotti non è più così semplice come farlo a 20 l’errore comune è quello di alzare il tallone del piede sinistro per aiutare il corpo a girarsi a 90° sulla destra.

Ecco… fare questo movimento implica che il successivo downswing deve essere molto veloce perché se no non c’è il tempo di tornare square sulla palla (cioè presentarsi con la faccia del bastone perpendicolare alla linea di volo della palla). Se il downswing non è veloce (e io non lo sono per nulla) si arriva con la faccia troppo aperta (cioè che guarda verso destra) e il risultato è che il colpo parte verso destra di sicuro. Quindi se vuoi evitare gli slice prova a non sollevare il tallone sinistro. Probabilmente ti girerai un po’ meno ma l’insieme del colpo sarà più armonico e soprattutto dritto. Probabilmente perderai qualche metro ma almeno la palla la metterei (quasi) sempre esattamente dove avevi intenzione di metterla.

Piega

Molto bene. Ora che sei al massimo del tuo backswing (schiena permettendo) se hai fatto le cose per bene avrai il ginocchio sinistro leggermente piegato ma il ginocchio destro completamente in estensione. L’unico modo per tornare sulla palla è piegare di nuovo il ginocchio destro riportandolo nella stessa posizione di partenza. Ecco, quindi, che interviene la magica parola: piega. Devi piegare il ginocchio destro.

Se non lo pieghi, nel downswing, passerai sopra la palla. Capito perché fai una serie di top infinite?

Molto bene. Se hai piegato ti troverai ora nella posizione di massima carica del downswing con le ginocchia entrambe piegate. Ora devi iniziare a ruotare i fianchi e a far scendere il bastone. Fallo come da manuale. Ma, attento, se accompagni la rotazione dei fianchi con le spalle (e devi farlo perché se no ti rompi) potresti spingere un pochino per dare maggiore velocità allo swing.

Spingi

Farlo è semplice. Basta spingere verso sinistra con la punta del piede destro. E accompagnare il movimento con una spinta ulteriore della spalla destra verso il basso.

Ecco che arriverai alla palla sia square che, soprattutto, molto, ma molto veloce. E la palla – a questo punto – schizza via dal tuo legno come una scheggia.

Lo swing con i ferri

Se invece stai usando un ferro c’è un altro piccolissimo movimento da fare.

Si perché se il compito del legno è spazzolare il terreno quello del ferro è fare palla zolla. Cioè comprimere la palla mentre il ferro scende e fare un bel divot dopo aver colpito la palla. Per farlo è necessario che le mani siano davanti alla palla nel momento in cui la testa la incontra. E, per aiutarsi a mandare le mani in avanti, basta spostare di qualche centimetro l’asse del corpo verso sinistra.

Appoggia

Ecco la quarta lettera dell’acronimo la A, appoggia, da usare solo con i ferri e da inserire obbligatoriamente prima della piega.

Con i ferri la parola magica diventa pertanto GAPS: gira, appoggia, piega, spingi.

Appoggiare significa sentire che il peso del corpo si sposta dal tallone destro verso la punta del piede sinistro. Che trasla di qualche centimetro. E attenzione… appoggiare significa trasferire parte del peso non tutto!!!

Con un ferro in mano ecco che il tuo movimento sarà: gira (tallone sinistro ben imbullonato a terra), appoggia il peso sulla punta del piede sinistro (immagina di schiacciare qualcosa), piega il ginocchio destro (per recuperare la distanza dalla palla), spingi (col piede destro e, se riesci, accompagnando con la spalla).

Se invece hai in mano un legno l’acronimo magico si riduce a GPS.

Ti suggerisco di provare coi legni e poi passare ai ferri. Oppure con i ferri ma dalla piazzola del campo pratica. Dove non c’è bisogno di fare palla zolla ma solo di spazzolare.

Al solito. Non sono un pro. Quindi se facendo così il tuo swing peggiora fermati.
Perché come dicevo all’inizio lo swing nel tempo cambia ma cambia anche tra le persone.
A me funziona ma magari a te no. Buon golf.

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